martedì 25 settembre 2012

POLVERINI: nel Lazio "Consiglio Regionale indegno"

POLVERINI: "Giunta pulita. Consiglio regionale indegno".

Ha ragione. 

La Giunta la sceglie in ultima istanza il Presidente della Regione, seppur in accordo coi Partiti.
Ma la cosa grave è che il Consiglio Comunale è SCELTO  ed ELETTO DAI CITTADINI.

Penso che INDEGNI SIANO I CITTADINI DEL LAZIO: sono loro che scelgono con le preferenze i Consiglieri regionali e dunque il Consiglio stesso e indirettamente anche la/il Presidente


E non è la prima volta che scelgono male.


Bensì già la terza. 

Ricordate Storace e Marrazzo?  

Altro che antipolitica così tanto favorita dai populisti!


Questa è antiCULTURA politica.


MANDIAMO A SCUOLA DI POLITICA TUTTI I VOTANTI DEL LAZIO PERCHE' IMPARINO A SCEGLIERE MEGLIO I PROPRI RAPPRESENTANTI.


CORSO DI AGGIORNAMENTO OBBLIGATORIO PER I CITTADINI PER POTER ACCEDERE ALLE VOTAZIONI?


La Classe politica non riflette altro che lo stato culturale e l'intelligenza del popolo che la sceglie.


lunedì 16 aprile 2012

LETTERA APERTA AI MIEI ELETTORI


Ho chiesto il vostro voto per le elezioni Comunali a Torino nella primavera scorsa come Candidato nel FLI - Futuro e Libertà 
Ho creduto in un progetto politico di TERZO POLO che, superando le ideologie di destra e di sinistra, avesse potuto coniugare alcuni temi della Destra (Nazione, Legalità, Merito) con altri peculiari della Sinistra (Laicità dello Stato; Attenzione al sociale, alle donne, ai giovani, ai diritti civili e individuali, all'ambiente).

Nel settembre 2011, la nomina da parte dei vertici romani (Fini, Bocchino, Di Biagio) dell'On. Scanderebech a capo del FLI - Futuro e  Libertà del Piemonte con un'operazione di trasformismo degna della peggiore Prima Repubblica ha reso però incompatibile la mia credibilità professionale e politica con la persona dell'On Scanderebech e coi metodi dei vertici di FLI. 

Tale operazione ha segnato, a mio giudizio, il fallimento di FUTURO e LIBERTA'  in cui, in buona fede, avevo creduto. 

Ne esco in punta dei piedi.

In ogni caso ringrazio tutti coloro che in questa mia devastante e deludente avventura politica ho avuto modo di conoscere e di cui ho avuto modo di apprezzare le capacità e l'onestà intellettuale e con i quali è rimasta una certa amicizia.
Moltissimi di loro hanno abbandonato Futuro e Libertà per i miei stessi motivi.
Qualcuno è rimasto in questo Partito, rimanendomi ugualmente amico.

Penso che con questo scritto abbia ottemperato al mio dovere di mettere a conoscenza della mia attuale posizione tutti i miei elettori, sperando che la loro fiducia nella mia persona pubblica, oltre che professionale, possa rimanere immutata

Attendendo tempi migliori per una politica più sana, porgo  a tutti cordiali saluti.

Carlo Zanolini

venerdì 4 marzo 2011

VIVA L'ITALIA UNITA! FESTEGGIAMO COL TRICOLORE

MOZIONE DI CUI SONO  STATO IL PRIMO
FIRMATARIO  PRESENTATA AL CONSIGLIO COMUNALE E VOTATA DA TUTTI I CONSIGLIERI
MENO  CHE  DA  QUELLI DELLA  LEGA



















Città di Torino





MOZIONE


OGGETTO:   “UNA BANDIERA TRICOLORE SU OGNI BALCONE DI TORINO PER IL 2011!”  
Presentata dal Consigliere Carlo  ZANOLINI e altri in data 13 luglio 2010. Successivamente votata nel febbraio 2011


I sottoscritti Consiglieri Comunali

PREMESSO CHE

-       l'articolo 12 della Costituzione sancisce che la bandiera della Repubblica è il tricolore verde, bianco e rosso

RITENENDO CHE

-       uno dei simboli dell'unione della Repubblica possa essere la bandiera tricolore italiana

REPUTANDO CHE

-       la Città di Torino, prima Capitale d'Italia e protagonista del processo di unificazione italiano anche per merito di uno dei suoi più autorevoli Cittadini, Camillo Cavour, debba essere esempio di esternazione e manifestazione del  principio costituzionale  di unità

IMPEGNA

Il Sindaco e la Giunta 


-       a promuovere, anche coinvolgendo Enti o privati,  azioni, volte a sensibilizzare i cittadini torinesi ad esporre sui loro balconi e all’esterno dei loro edifici privati la bandiera tricolore, a ricordo degli eventi che portarono all’Unità d’Italia


-       a iniziare per tempo tale opera di sensibilizzazione dei Cittadini affinché per l'inizio delle manifestazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia,  previste per il marzo 2011 e per tutto il resto dell'anno 2011, in tutta Torino siano imbandierati col tricolore italiano, non solo gli edifici pubblici, ma anche i balconi, le finestre e i luoghi esterni degli edifici privati


-       a promuovere comunque un' importante campagna di comunicazione perché già dall'autunno 2010 e per tutto il 2011 su molti balconi o finestre  di Torino sventoli il tricolore italiano


Carlo ZANOLINI








domenica 6 febbraio 2011

BAMBINI IN OSPEDALE A TORINO

Questo è l'articolo da me oggi inviato  al giornale del Comune "CITTAGORA'" che sarà pubblicato fra qualche giorno:


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La Sanità compete alla Regione e non al Comune. 

Ma noi Consiglieri Comunali siamo sensibili alle proteste che riceviamo quotidianamente da molte mamme costrette a lunghe attese nei Pronti Soccorsi di  Torino - anche  e soprattutto in  ospedali di riferimento regionale - sovente in locali sovraffollati e a rischio di contagio di malattie infettive in attesa di far visitare i loro piccoli per urgenze oggettive o anche solo soggettive, ma ugualmente reali.

Che ci andrebbero a fare in Ospedale se non ci fosse un problema di salute importante?

Camere di degenza e locali di accettazione angusti, sovraffollati da mamme e bambini; personale pediatrico e infermieristico stressato per i carichi di lavoro eccessivi; pressioni di Amministrazioni sui medici per ridurre i costi da ricovero con dimissioni sovente non protette; mancanza di programmazione di una rete delle Pediatrie.

Basta! 

Mobilitiamoci per un’accoglienza pediatrica ospedaliera dignitosa capace anche di far lavorare meglio Medici e Infermieri.

Anche i bambini torinesi sono cittadini!

FUTURO e LIBERTA’ lancia una campagna per rilanciare le idee che negli anni 70 hanno portato alla umanizzazione dei reparti e dell’assistenza pediatrica ospedaliera e che ora, qui, a Torino sembrano essere stati dimenticati.

ADESIONI scrivere a: fliperibambini@libero.it

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venerdì 5 novembre 2010

UNA NUOVA SCELTA




UNA NUOVA SCELTA 

Carissimi amici ed elettori,

     la Politica, di cui sono molto appassionato e che mi ha visto protagonista nel Consiglio Comunale di Venaria negli anni passati e nel Consiglio Comunale di Torino dal 2006 ad oggi, mi porta ora ad una decisione che a molti di voi parrà spregiudicata, sbagliata o perlomeno inopportuna. 
So che invece molti altri stanno apprezzando questa mia nuova scelta politica di cui vado ad esporre qui le ragioni:

     Dopo la débâcle del Partito dei VERDI che ora non esiste più, e giudicando inconsistente la proposta della "Costituente ecologista" ho cercato di trovare collocazione momentanea in un paio di formazioni politiche "locali" o scarsamente significativi a livello nazionale (nei Moderati prima e nel "Partito Pensionati e Invalidi" poi).

     Ma mi è stata offerta la possibilità di entrare in un Partito Nazionale importante in via di costituzione, di ispirazione liberalsocialista, che potrebbe essere il catalizzatore di un "altro polo" che non si identifica solo nelle idee di sinistra o solo nelle idee di destra. 
     Si parla di un Partito "oltre" la destra e la sinistra, che supera le contrapposizioni muro contro muro tra destra e sinistra e di cui il Paese ha assolutamente bisogno.
     Oggi l'Italia è un Paese bloccato, ingessato, dove due eserciti ideologici si contrappongono e si scontrano.
     Da pacifista invece io sono per il superamento dei contrasti e per un Partito di idee che possano tradursi in fatti concreti capaci di rompere questo immobilismo politico che sta portando l'Italia nel degrado economico, sociale e morale.

     Ho pertanto con entusiasmo deciso di entrare a far parer del Partito 

FUTURO e LIBERTA' per l'ITALIA  
FLI 

     che vede in Gianfranco Fini l'ispiratore.

     Tale mia scelta ha ricevuto garanzie che FLI sarà un Partito nuovo, laico,  di ispirazione liberalsociale che non trascura i diritti fondamentali dell'essere umano, promuove la  solidarietà sociale e le pari opportunità per tutti, ma che nel contempo inserisce elementi di competitività e di meritocrazia seppur modulate da un Stato che deve essere molto presente nel dare regole certe alla società, nel difendere le Istituzioni, la laicità e perseguire la legalità (non il giustizialismo) ma più leggero per lasciare spazio alle libere iniziative individuali.

     Ho pertanto aderito al "Manifesto di Ottobre" firmato da molti Cittadini (vedi: MANIFESTO di OTTOBRE) al progetto "Fare Futuro" e a quello del partito FUTURO e LIBERTA' per l'ITALIA (FLI)

     Spero che tutti coloro che mi sono e mi sono stati vicini, sia quelli più schierati a sinistra e quelli più berlusconiani, comprendano la mai scelta che non è opportunistica nè trasformistica, ma dettata da una maturazione politica e ispirata dall'ideale di contribuire a modernizzare l'Italia.

     Continuerò ad apportare anche in questa formazione politica i miei contributi  di idee in Ecologia e politiche ambientali, in Sanità e Salute e in interventi sociali.

     Non so se lo scopo sarà raggiunto, ma ricercare la verità è una caratteristica e un dovere dell'essere umano anche se  il ricercarla senza trovarla può essere la sua dannazione


         Saluti e ringraziamenti a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere fino in fondo questo mio post

                                                   Carlo Zanolini







    martedì 30 marzo 2010

    CANDIDATO NON ELETTO ALLE ELEZIONI REGIONALI 2010

    Candidato nel partito "PENSIONATI INVALIDI per Bresso"
    alle elezioni regionali del piemonte del 28 - 29 Marzo 2010
    Collegio Provincia di Torino.
    Preferenze: 1.500 circa

    NON eletto perchè il partito con circa 12.500 voti in tutta la Regione Piemonte e lo 0, 65% non ha raggiunto il quorum.
    D'altra parte ha perso anche la Bresso, e dunque posso permettermi di perdere anch'io!!!

    Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato: Graziella, Jolanda, Patrizia, Monica, Luca, Sergio, Paolo, Valerio, Angelo, Vera, Fabio, Silvana, Sara.

    Non dimentico Luigina Polacco Staunovo, Marco1 e Marco2.
    Altri ringraziamenti al Gruppo di Venaria reale che ha voluto fare scelte autonome, ma che mi ha aiutato: Cosimo, Paola, Andrea, Luisa, Aldo, Claudio.

    Un ringraziamento anche alla mia cara mogliettina Laura che, pur non condividendo la mia scelta di candidarmi, non solo non mi ha troppo contrastato, ma è stata di grande aiuto nel sostenermi nel morale  e nelle opere


    Il cagnolino è della mia  amica Paola Ruffinengo Chiadò di Venaria Reale

    giovedì 11 marzo 2010

    mercoledì 26 agosto 2009

    venerdì 14 agosto 2009

    SACCHETTI DI NYLON A TORINO E PANNOLINI MONOUSO

    Sono d'accordo sulla decisione dell'Assesore Tricarico di Torino di anticipare la direttiva europea sulla eliminazione dei sacchetti di nylon sul territorio di Torino. Questa è una proposta che in VI Commissione al Comune di Torino, quale Consigliere ho fatto più volte: ma non sono mai stato ascoltato dal precedente Assessore Mangone . Purtroppo il nostro lavoro di Consiglieri è poco visibile: quando si propongono idee o sono rifiutate adducendo come causa il motivo economico, o vengono accolte senza dare rilevanza al Consigliere che le propone, ma solo all'Assessore che le realizza. Questa riflessione la pongo quale problema deontologico riguardante i Giornalisti. Gli ultimi esempi di una lunga lista sono stati le idee del codice di comportamento dei ciclisti e delle isole ecologiche sotterranee, sollecitate da me e dal Consigliere Ferraris, e accolte dall'Assessore. Sugli organi di stampa non siamo stati MAI menzionati nè io nè il consigliere Ferraris .
    Nel comunicato stampa si fa riferimento ad un argomento anche da me proposto più volte ma mai considerato: quello dei pannolini monouso, causa di eccesso di produzione di rifiuti. Molti comuni sono già intervenuti sul problema dei Pannolini monouso che riempiono le nostre discariche proponendo progetti per incentivare l'uso di quelli lavabili.
    E Torino ????

    sabato 13 giugno 2009

    Sole, SI Grazie! NO Nucleare in Piemonte












    Raccolta firme per una proposta di modifica di una legge regionale che, se approvata dal Consiglio Regionale, escluderà la possibilità di costruire centrali nucleari in Piemonte.
    Nella Foto: Fernando Giarrusso (con camicia bianca), primo firmatario e Carlo Zanolini (freccia), aderente alla 
    iniziativa
    RACCOLTE circa 8700 firme !!!!
    La proposta è stata accettata in Regione
    Brava la A.E.S. 
    Associazione Ecologista per la Sostenibilità 

    giovedì 11 giugno 2009

    Gramellini, Brunetta e... gli Economisti

    A) GRAMELLINI e BRUNETTA

    Dalla rubrica "Buongiorno" di Massimo Gramellini - La Stampa, 10.6.2009 -


    Brunetta dei ricchi e poveri

    A volte basta davvero poco per essere felici. Ieri mi aggiravo negli scantinati del mio pessimismo, quando le agenzie di stampa hanno cominciato a crepitare le dichiarazioni rilasciate dal ministro Brunetta a un convegno di Confindustria. Leggerle ed essere squassato da un’ondata di energie positive è stato tutt’uno. Ma non potevo trattenere quel vento di gioia egoisticamente per me. Volevo condividerlo con chi ne aveva più bisogno. Così sono entrato in un supermercato, brandendo il dispaccio brunettesco come una spada fiammeggiante. E davanti a una coda di impiegati, casalinghe e pensionati ho iniziato la lettura del verbo ministeriale. «Per 30 milioni di lavoratori dipendenti e di pensionati, la crisi ha portato a un aumento del potere di acquisto...». Ho sentito un brusio, ma ho fatto finta di niente, consapevole che il bello doveva ancora venire, «... grazie all’incremento delle retribuzioni e alla diminuzione dell’inflazione...». Il brusio è salito di tono, tanto che ho dovuto alzare la voce. «Il risultato è che la povertà in Italia è diminuita». Sono rimasti zitti di colpo. «Avete sentito cosa dice il ministro? Da quando c’è la crisi siete diventati tutti più ricchi. E non ve n’eravate neanche accorti. Che stupidi a cadere nella trappola della propaganda disfattista. Per fortuna Brunetta vi ha aperto gli occhi». Li ho guardati. Impiegati, casalinghe, pensionati. Anche loro hanno guardato me.
    A quel punto mi sono messo a correre



    B) GLI ECONOMISTI

    Dal Sito "Noise from Amerika"
    (www.noisefromamerika.org/)
    su cui scrivono noti Economisti "emigrati" in USA



    È finita la crisi?

    Articolo di di Emiliano Carluccio, 2 Giugno 2009


    Io, di mio, faccio l'econometrico specializzato in serie temporali (non lineari, per giunta). Qualcuno di qui - interessato nelle analisi congiunturali che da circa due anni elaboro mensilmente per il BIAM (http://turan.uc3m.es/uc3m/inst/FL/boletin/presentacion.html) - mi ha chiesto di tradurle in italiano corrente, sperando interessino anche i lettori. Questo mese ci provo, poi vedremo.


    Durante il mese di maggio sono stati pubblicati tutti i dati macroeconomici relativi al primo trimestre del 2009: essi confermano che le principali economie del mondo hanno vissuto, tra gennaio e marzo, il peggior trimestre degli ultimi 60 anni. Fin qui, niente di nuovo. La sostanziale contrazione del PIL negli Stati Uniti, in Giappone e nella zona euro (specialmente in Italia, Germania e Spagna) ha causato un nuovo peggioramento delle aspettative di crescita per il 2009. Mentre le statistiche ufficiali confermavano la serietà della recessione, molti dei leading indicators iniziavano a mostrare un cambio di tendenza. I primi segnali, osservati in aprile, sono stati confermati durante maggio. Anche il recupero delle borse, che molti considerarono puramente illusorio, continua da mesi, tanto che la variazione dall'inizio dell'anno è oramai positiva in tutti i principali mercati. Questi sono, concretamente, i famosi ''germogli verdi''.


    Sulla capacità delle borse di anticipare l'evoluzione dell'economia reale si è detto e scritto di tutto: la verità è che non esiste una relazione statistica stabile che permetta risolvere una volta per tutte la questione. Per quanto riguarda i leading indicators bisogna considerare due tipologie distinte. Da un lato ci sono gli indici di fiducia e tutte le variabli costruite attraverso interviste e sondaggi. L’indicatore di sentimento economico, pubblicato dalla commissione europea, o l'indice di fiducia dell’industria, ne sono esempi.

    Un altro tipo di leading indicators è quello sintetico, costruito aggregando in una variabile unidimensionale l'informazione contenuta in un insieme più ampio di variabili. Un esempio classico in questo senso è il Conference Board Leading Indicator (pubblicato per 10 nazioni). Il succo è questo: quasi tutti questi indicatori hanno invertito la tendenza tra marzo e aprile ma tutti rimangono in un rango di valori vicino ai minimi storici e chiaramente in ''zona contrazione''. Se la relazione statistica che lega questi indicatori alle principali variabili macroeconomiche ha mantenuto una certa stabilità è molto probabile che il secondo trimestre sarà migliore del primo, che la velocità di caduta sia diminuita, o addirittura abbia raggiunto lo zero, e che l'economia abbia toccato o tocchi fondo nei prossimi mesi. L'informazione disponibile non è sufficiente per stabilire se sarà una crisi a forma di U di V o di W. I modelli quantitativi di cui disponiamo possono sbagliare nel predire la ripresa come (o peggio) sbagliarono nel predirre la crisi.

    È sufficiente tutto questo per dire che il peggio è passato? Beh, dipende.
    Da un lato, è passato il timore dell'apocalisse. I mercati finanziari hanno ritrovato un po' di traquillità e tutti gli indicatori di avversione al rischio si stanno normalizzando. Questa normalizzazione è arrivata dopo che governi e banche centrali hanno inondato i mercati di liquidità a tassi stracciati per oltre un anno e dopo che, cosa probabilmente più importante, hanno dimostrato di essere disposti a tutto per garantire la solvenza del sistema bancario. Consiste in questo la “soluzione” della crisi? Saremmo arrivati all’apocalisse in assenza di questi interventi di salvataggio generalizzato? La questione è aperta.

    Dall’altro lato, gli indicatori “reali” continuano a segnalare una pessima situazione. Il mercato del lavoro, per esempio, segue il ciclo con un ritardo di vari trimestri e continuerà peggiorando durante molti mesi. Nei paesi dove la bolla immobiliaria è stata piú forte (USA, Irlanda, Spagna e UK) la situazione sarà ancora peggiore e la crisi dell’occupazione più lunga.

    Per il mercato del lavoro il peggio non è affatto passato. Questo implica che per una fetta sostanziale delle famiglie il peggio della crisi deve ancora venire.
    Guardando al PIL le cose sono un po' più complicate e tirerò in ballo le nostre previsioni.

    Nella zona euro crediamo che il PIL rimarrà praticamente costante nel secondo trimestre per poi tornare a cadere nel terzo con una caduta dello 0,8% sul trimestre precedente. Tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 la crescita trimestrale del PIL della eurozona dovrebbe stabilizzarsi su valori leggermente positivi. La flessione del PIL sarà del 4,0% quest’anno mentre la crescita sarà contenuta però positiva nel 2010 (+0,2%). Se si è toccato il fondo nel trimestre passato è anche probabile che in quel fondo rimarremo un bel po'. La ripresa sarà lenta e modesta con una crescita media nel 2010 appena positiva.


    Gli Stati Uniti, magari un po' a sorpresa, se la passano meglio; almeno nei nostri calcoli. Nelle previsioni del Consensus Forecast lo scenario centrale è quello di una flessione del 2.9% del PIL nel 2009 con una crescita quasi identica (2,8%) nel 2010. Insomma, se i modelli econometrici ci azzeccano gli USA torneranno (quasi) al PIL del 2008 all’inizio del 2011.


    Quanto all'Italia, le previsioni del consensus sono simili alle nostre previsioni per la zona euro: una riduzione media annuale del 4,0% del PIL durante quest'anno e una ripresa molto debole con crescita quasi nulla (0,1%) nel 2010. Bisogna però ricordare che l'Italia ha chiuso il 2008 con una variazione media negativa dello 1,0%, entrando in recessione prima e più profondamente degli altri paesi dell'area euro. Di nuovo, se gli econometrici ci azzeccano, l'Italia all'inizio del 2011 sarà molto più povera che nel 2008. Infatti, sarà più o meno dov’era nel 2000. Poiché i cicli economici non trattano tutti in modo omogeneo, questo implica che, ancora nel 2011, una fetta veramente sostanziale delle famiglie italiane starà peggio che nel 2000!
    Senza dilungarmi oltre su questi aspetti lasciatemi trarre una piccola conclusione: l'economia mondiale è passata attraverso uno dei peggiori trimestri della storia ma la probabilità di una nuova grande depressione, che molti pronosticavano solo tre-sei mesi orsono, sembrano ora molto remote.

    Tutto finito? Non proprio.
    Il costo dell’intervento pubblico, per le economie occidentali, si aggira, per il triennio 2007-2010, sul 20% del PIL secondo le stime del FMI. Dando uno sguardo alle previsioni a lungo termine l'aumento supererà i 30 punti percentuali nel 2014. Anche se il settore privato, spinto dalla poca disponibilità delle banche ad emettere nuovi prestiti, iniziasse il suo deleveraging a un ritmo vertiginoso, l’indebitamento globale delle principali economie è destinato ad aumentare nei prossimi anni.

    Questo implica che da una crisi dovuta all'eccessivo indebitamento usciremo ancor più indebitati di quando ci siamo entrati. La differenza starà nell'identità dei soggetti indebitati.
    La bolla del consumo privato, gonfiata dall’inflazione della ricchezza finanziaria e immobiliaria, non si ripeterà. Sperare che i consumatori tedeschi, cinesi o italiani (anche l’Italia è tra i paesi con un alto tasso di risparmio) cambino le proprie abitudini e "sostengano" la ripresa dell’economía mondiale indebitandosi è non solo illusorio ma controproducente. Vale la pena ricordare che gran parte delle economie occidentali (e non) devono vendere nei prossimi anni una immensa quantitá di debito, che il settore bancario deve ancora terminare la sua ricapitalizzazione, che le imprese, non potendo più contare sulle banche, dovranno finanziarsi principalmente con emissioni di corporate debt. Vale la pena ricordare insomma, che più che di consumo sembra che l’economia mondiale abbia bisogno di una grande quantità di risparmio. Questo fatto, che sta emergendo sempre più chiaramente negli ultimi tempi, la dice lunga sulla rilevanza del dibattito di sei-nove mesi fa sulla necessità di stimoli fiscali. Per l'Italia, e non solo, la via d'uscita tipica dalle recessioni è stata quella della domanda esterna e della svalutazione competitiva. Questa strategia ha un difetto fondamentale: funziona solo se i paesi che creano la ''domanda esterna'' non sono anche loro in recessione. Purtroppo la crisi è globale: molti paesi hanno visto cadere le proprie esportazioni a tassi superiori al 20%, la flessione del commercio internazionale (in volume) sarà superiore al 10% nel 2009. Molti paesi, che affrontano la prima crisi dell'era euro, non hanno il controllo diretto della propria moneta mentre altri equilibri (penso al tasso di cambio dollaro-yuan) si reggono su motivazioni politiche e strategiche più che economiche. Nessun paese importante può sperare di tornare a crescere a breve termine manipolando il tasso di cambio: questa strada, per ora, è chiusa. Alla luce di questi fatti, la possibilità che alcuni paesi (USA in primo luogo) possano tentare di uscire dalla trappola del debito generando un eccesso di inflazione aumentano. Questa opzione ha guadagnato molto spazio sui mezzi di comunicazione nelle ultime settimane (diversi articoli, specialmente sul Financial Times) mentre il dibattito sulla deflazione, la grande paura degli economisti "ufficiali", si è oramai spento. I dati confermano questo cambio di tendenza: alcuni prezzi sono diminuiti per alcuni mesi, perché era in atto un cambio di prezzi relativi dovuto, in generale, ad un eccesso di offerta di quei beni. Il cambio è stato utile e la situazione sembra ormai stabile: il rischio di deflazione negli USA e nella euro area è insignificante. Dall'altro lato l'inflazione USA si è attestata sopra le previsioni per due mesi consecutivi proprio grazie ai prezzi dei beni industriali. Incorporando la nuova informazione le nostre previsioni dell’inflazione core per il 2009 ed il 2010 sono l'1,8% (± 0,18) e l’1,9% (± 0,39) con un aumento di 2 decimi nel 2009 e di un decimo nel 2010. Anche la FED ha modificato le sue previsioni verso l’alto: l’intervallo della tendenza centrale del core PCE per l'ultimo trimestre passa dal 0,9%-1,1% pubblicato in gennaio al 1,0-1,5%. Potrebbero non sembrare grandi numeri, ma bisogna tenere in conto che il core PCE è una misura di inflazione estremamente stabile e poco volatile. Un cambio dal 0,9% all’1,9% è un cambio tra due scenari completamente diversi. Il problema con le previsioni della FED è che, in questo momento, il suo conflitto di interessi è enorme. Se, da un lato, non può non prendere atto che le aspettative di inflazione sono cambiate, dall'altro non può ammetterlo se il Tesoro USA vuole continuare a vendere T-bills con rendimenti nulli. Una volta portata a termine l’espansione del debito necessaria, la tentazione di generare inflazione sarà fortissima. Anche se nel FOMC si parla ormai molto di exit strategy, è chiaro che ci troviamo davanti a un classico problema di inconsistenza temporale. La domanda fondamentale, in un problema di inconsistenza temporale, è se la punizione che il mercato può infliggere al debito pubblico americano è sufficiente a disincentivare l'utilizzo puntuale di una strategia opportunista. Se non emerge un'altra moneta di riserva, la risposta è probabilmente negativa. Se gli USA generassero inflazione svalutando il loro debito, i risparmiatori mondiali dovrebbero ammettere l'errore ed accettare le perdite. Mantenere l’inflazione tra il 5 e il 7% per un periodo di 2-3 anni scontenterebbe molti e incentiverebbe alcuni cambiamenti, ma difficilmente potrebbe portare alla rapida ascesa dell’euro, del yuan o di una moneta artificiale creata dal FMI come valuta di risverva. È possibile che la zona euro o il Giappone seguano gli Stati Uniti sullo stesso cammino? Improbabile. Il Giappone ha avuto per 15 anni la possibilità di svalutare il suo immenso debito e non l’ha utilizzata. Per quanto riguarda l’unione monetaria europea, mantenere l’inflazione sopra il 2.0% sarebbe una violazione del mandato del BCE. Concludendo: il rischio nuovo è quello dell'inflazione USA. Quello antico sta in una ripresa che tardi a venire perché qualcosa, da qualche parte, si è rotto nel meccanismo mondiale dei mercati, e le parti rotte non sono state sostituite.

    MOLTI sono i Candidati....Ma POCHI gli Eletti



    Io NON sono tra quei pochi!!
    Riporto qui sopra i risultati elettorali per la Provincia di Torino totali del Centrosinistra
    e sotto quelli del mio Collegio "Borgo San Donato"

    Io mi sono piazzato al 16° posto

    UN GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE MI HANNO SOSTENUTO

    martedì 2 giugno 2009

    CANDIDATO ALLE ELEZIONI PROVINCIALI 2009 - Collegio n. 6 - "Borgo San Donato"

    Questa è la cartina dei limiti del mio Collegio elettorale e queste sono el vie degli abitanti del Collegio:


    ALASONATTI
    GRASSI
    TALUCCHI
    ANTONELLO DA MESSINA
    GROPELLO
    AQUILA
    GUBBIO
    TENIVELLI
    AREZZO
    TESSO
    ASCOLI
    INDUSTRIA
    TREVISO
    ASSISI
    INGHILTERRA
    AVELLINO
    UMBRIA
    AVET
    LAMBRUSCHINI
    AVIGLIANA
    LE CHIUSE
    VAGNONE
    LEMIE
    VASSALLI EANDI
    BAGETTI
    LIVORNO
    VEROLENGO
    BALBIS
    LUINI
    VICENZA
    BARI
    VIDUA
    BEAUMONT
    MACERATA
    BELLOTTI
    MEDAIL
    PACCHIOTTI
    BELLUNO
    MIGLIARA
    TELESIO
    BENEDETTO BRIN
    MIGLIETTI
    PASSONI
    BERNINI
    MONDRONE
    GALVANI
    BOGETTO
    MONTESOGLIO
    BONZANIGO
    MORGHEN
    BORGARO
    MORTARA
    BOSCONERO
    BOSSI
    ORVIETO

    OTTONE ROSAI
    CAMBIANO
    CAPELLINA
    PACINOTTI
    CAPUA
    PALMIERI
    CARENA
    PARAVIA
    CASALIS
    PEYRON
    CASAPINTA
    PIANFEI
    CASERTA
    PIFFETTI
    CAVALLI
    PINASCA
    CEVA
    PINELLI
    CIAMARELLA
    PIRRA
    CIBRARIO
    PONDERANO
    COSTAGUTA
    PRINCIPE ODDONE

    PRINCIPESSA CLOTILDE
    DELLE ALPI
    PRINCIPI D’ACAJA
    DON GIOVANNI BOSCO
    DRONERO
    REGINA MARGHERITA
    DROVETTI
    SACCARELLI
    DURANDI
    SALVINI
    SAN DONATO
    FERRUCCI
    SAVIGLIANO
    FOSSANO
    SCHINA
    FRANCIA
    SOBRERO
    SONDRIO
    GALVANI
    GIACHINO
    SUSA
    GRAMEGNA
    GIACINTO COLLEGNO

    sabato 25 aprile 2009

    Eco-Ipermercato

    Il 2 dicembre 2008 e' stato inaugurato in Germania il supermercato piu' ecologico del pianeta. Siamo a Muelheim an der Ruhr, sede del gruppo Tengelmann. Parte da qui la rivoluzione verde della grande distribuzione, con un supermercato dotato di 1140 metri quadri di pannelli solari, un efficiente sistema di illuminazione basato su regolatori dinamici e LED, un sistema di refrigerazione a impatto zero basato sull'utilizzo della CO2. E poi ancora una strategia di riduzione del packaging e l'utilizzo di trasporti a basso impatto ambientale.
    A quando ciò in Italia e in Piemonte?

    mercoledì 15 aprile 2009

    I MODERATI secondo Lucia Annunziata

    Cito articolo comparso in data 14 Aprile 2009 su La Stampa

    Interessante

    I MODERATI

    di
    Lucia Annunziata

    Dal buio in fondo al tunnel della sconfitta della sinistra, si avanza un nuovo soldato: il moderato. Il termine è aleggiato intorno a Dario Franceschini e al suo Pd per la tregua istituzionale scelta nel periodo del terremoto; è stato imbracciato da un politico mite per eccellenza, Enrico Letta, che nel suo nuovo libro in uscita, Costruire una cattedrale, lo usa in maniera tutt'altro che timida. E - se possiamo presumere che i media ancora rispecchiano il paese - forse non è un caso che sia stato ritirato fuori dal nuovo direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli per declinare la identità del suo giornale nel saluto ai lettori.Che si tratti di tendenza, speranza, o anche soltanto di un semplice augurio, l'idea ha preso forma, in maniera conscia o inconscia, durante la settimana di lutto che abbiamo alle spalle: che si sia davvero di fronte a un tempo di nuova moderazione? Già solo la domanda è un segno. I moderati sono spariti da anni dall'orizzonte della nostra politica, trascinati via dal disfacimento della Dc, divenuti sinonimo di trasformismo, debolezza, ambiguità nella corsa iperidentitaria del bipolarimo tra destra e sinistra. In questi ultimi anni il loro posto è stato preso infatti, e con un po' di imbarazzo per la non perfetta simmetria, dai Centristi. Ma moderato, almeno come se ne sente parlare in questi abbozzi di discussione, non è affatto il centro. Nel dire questo, prendo in prestito proprio una definizione di Enrico Letta: «L'elettorato non è bipolare, ma tripolare: diviso non tra destra e sinistra ma tra progressisti, moderati e populisti». Questa è, come si vede, una riscrittura radicale delle definizioni che usiamo oggi: non più destra, non più sinistra, e nemmeno centro. Si parla di una nuova geometria in cui sotto il termine «populista» si allineano parti della destra, della sinistra e delle terre di mezzo attuali. Per dirla ancora con Enrico Letta: «Si tratta di unire progressisti e moderati, in un patto che non potrà includere né la Lega da una parte, né Di Pietro e i comunisti dall'altra».Se questa idea andrà avanti o no non lo sappiamo. E' interessante invece cogliere gli elementi da cui nasce questo ragionare, che sembra tentare molti nel centro sinistra di oggi.Il terremoto ha segnato una svolta significativa del Pd. E' troppo parlare di unità nazionale. Ma certo il nuovo segretario del partito dei democratici si è preso una bella responsabilità: quella di rompere la prigione berlusconismo-antiberlusconismo. E non certo per «tradire» o fare «inciuci». Tanto è vero che, in piena emergenza terremoto, ha piazzato alla Camera una formidabile manovra parlamentare che si è infilata dentro le contraddizioni del governo e ha permesso l'affossamento delle misure più «populiste» (quelle della Lega) sugli immigrati. Mi piace pensare, dunque, che la rottura dello schema «sì o no a Berlusconi» sia il merito di uno sguardo che si è alzato dalla quotidianità. Il tremito che ha scosso l'Abruzzo - come sempre accade nel cortocircuito che lega catastrofi e politica - è stato nel nostro paese un momento quasi catartico di risveglio: la materializzazione dello sfascio, della fragilità, della insicurezza su cui poggiano i nostri piedi, è stata la stessa che la crisi economica filtra nella nostra coscienza. Il tremore della terra è diventato il segno di tempi più duri per tutti, la scoperta, il sapore dei tempi in cui viviamo. La cautela, l'attenzione con cui il Pd si è mosso, sono state - credo - non un consenso al premier Berlusconi, ma una presa d'atto di questo nuovo mondo. Vorrei ricordare qui un dettaglio, andato perso la scorsa settimana nella travolgente cronaca del dolore, ma non sfuggito a chi fa politica, specialmente nel centro sinistra. Stanno emergendo segni sempre più consistenti di nuove reazioni popolari alla crisi. Penso ai sequestri di manager, alle ribellioni, agli attacchi e a tutte quelle azioni che l'economista francese Jean-Paul Fitoussi ha già definito, senza giri di parole, «una rivolta popolare non coordinata, spontanea. E molto pericolosa». Che nasce stavolta da una dimensione «intellettuale» della crisi economica: la sensazione, cito ancora Fitoussi, che «la gente ha avuto di essere stata presa in giro». «Le fondamenta della democrazia sono in pericolo», non esita a dire il francese, e con lui molti intellettuali italiani oggi, nello schieramento di centro destra come in quello di centro sinistra. Se questa è la dimensione della crisi che ci viene addosso, forse la «moderazione» è un'illusione. Ma è certo un buon luogo da cui tirare un respiro, riflettere, e contare fino a tre prima di lanciarsi nel vuoto.

    venerdì 10 aprile 2009

    Da oggi con i MODERATI

    Oggi, venerdi 10 Aprile 2009 Il Consigliere Carlo ZANOLINI ha sciolto il suo Gruppo Consiliare in Comune a Torino "AMBIENTEeITALIA-Moderati" per aderire a quello dei MODERATI.
    Da oggi dunque inizia un nuovo percorso e progetto politico che si ritiene essere molto innovativo e il cui unico limite forse è il localismo regionale.
    Il Gruppo Consiliare dei MODERATI al Comune di Torino è molto compatto, formato da Colleghi che fanno politica in modo molto naif, ma con passione, non facendo della politica l'elemento fondamentale e necessario per il loro sostentamento e per la loro sopravvivenza economica; è costituito infatti da imprenditori e professionisti che già rivestono un ruolo importante nella Società ma che ritengono sia utile e doveroso mettersi a disposizione della Cittadinanza nelle Istituzioni.
    Il Partito dei MODERATI (che sarebbe meglio chiamare "Movimento") ATTUALMENTE NON GODE DI NESSUN FINANZIAMENTO PUBBLICO, ma si autofinanzia: ogni MODERATO mette a disposizione per questo progetto politico quanto ricava dalla attività istituzionale di Consigliere Comunale, Provinciale, regionale e di Parlamentare, aggiungendo eventuali altre disponibilità economiche personali.
    Pur avendo una collocazione prevalentemente "centrista", all'interno del Gruppo Consiliare dei MODERATI si sono aggregate sensibilità differenti che riescono a dialogare e a interfacciarsi tra loro senza protagonismi e senza contrapposizioni eccessivamente ideologiche. Esiste una sensibilità di Destra sociale moderata, di Ambientalismo moderato, di Laicità e Socialismo moderati, di Imprenditorialismo genuino e di Cattolicesimo con approccio tuttavia sufficientemente laico ai problemi della Società e della Persona moderne.
    I Moderati attualmente si collocano nell'ambito del Centrosinistra; in Comune sostengono il Sindaco On. CHIAMPARINO, ma hanno anche un elettorato francamente di sinistra o anche di destra, a causa dell'attrazione che le persone candidate promuovono nei loro confronti.
    Il Gruppo Consiliare al Comune di Torino è costituito per ora da 7 Consiglieri, ed è il secondo Gruppo in termini numerici dopo il Partito Democratico.
    Ha come riferimento un unico Assessore (Michele Dell'Utri)
    DA OGGI IL "VERDE" ZANOLINI CONTINUERA' LA SUA POLITICA DI TUTELA DELL'AMBIENTE E DI PROMOZIONE DELLE POLITICHE AMBIENTALI CON LA ECOMOERAZIONE DI SEMPRE.
    Si rivolge ai prorpi elettori affinchè continuino a sostenerlo anche in questa particolare scelta

    mercoledì 1 aprile 2009

    INTERPELLANZA presentata e discussa in Consiglio Comunale oggi, 31 Marzo 2009

    Servizio Centrale Consiglio Comunale

    C I T T À D I T O R I N O

    INTERPELLANZA

    "EDUCHIAMO I CANI.....MA EDUCHIAMO ANCHE I PADRONI (ALMENO QUELLI DEL QUARTIERE S.DONATO!)"



    Il sottoscritto Consigliere Comunale Carlo ZANOLINI
    Considerato che

    Il Sindaco On. Chiamparino già alcuni anni fa in una festa di Partito aveva dichiarato che avrebbe punito coloro che sporcano la Città, soprattutto i proprietari di cani che non usano i sacchetti per rimuovere le deiezioni dei loro cani, con multe che (sono sue parole) sarebbero raddoppiate da 50 a 100 euro in caso di inosservanza;

    che una autorevole guida turistica aveva "marchiato" la città di Torino come deprecabile per la diffusa presenza dei suoi marciapiedi delle "Dog poo".;

    che segnalazioni ripetute di Cittadini del quartiere San Donato, e in particolare della zona del basso San Donato hanno evidenziato come il fenomeno della presenza sui marciapiedi delle deiezioni canine abbia raggiunto livelli insopportabili per il decoro e l'igiene


    INTERPELLA

    Il Sindaco e/o gli Assessori competenti per conoscere

    se la stessa alacrità nel comminare le multe per divieto di sosta di auto in zone che non sono di impedimento a pedoni o al traffico durante le ore notturne (come si verifica ad esempio abitualmente sulle ampie banchine - in cui il divieto di sosta non è esplicitamente segnalato - in Piazza Massaua dopo le ore 23) è applicata ad attuare serrati controlli e a comminare sanzioni pecuniarie ai padroni di cani che permettono di sporcare con le feci i marciapiedi senza rimuoverle con la paletta;

    quante multe per l'infrazione correlata alla deposizione non rimossa delle feci di cane sono state comminate ai padroni che lo permettono nell'anno 2008 e nel primo bimestre del 2009 e la loro percentuale rispetto a quelle per limiti di velocità o di sosta;

    se si intende FINALMENTE dare il via ad una intensa campagna di educazione civica per una Città pulita dalle popò dei cani, con relativa intensificazione dei controlli e punizioni per gli inadempienti;

    se non sia opportuno intensificare numero di controlli e sanzioni per una situazione che sta diventando insopportabile per i Cittadini ben educati soprattutto nella zona semicentrale del quartiere San Donato e soprattutto quello del "basso" San Donato da cui provengono quotidianamente segnalazioni di Cittadini esasperati;

    se non si ritenga opportuno allentare la pressione sulle multe per divieto di sosta (qualora beninteso, non vi sia necessità di sanzionare ostacoli alla circolazione) e inasprirla su quelle da comminare ai padroni che non rimuovono le feci dei loro cani.


    Carlo ZANOLINI


    SINTESI DELLA RISPOSTA DELL'ASSESSORE BORGOGNO:

    1. Sono attive SU DUE TURNI GIORNALIERI per ogni Circoscrizione le "Pattuglie decoro" dei Vigili Urbani

    COMMENTO MIO: chi le ha mai viste?

    2. Nell'anno 2008 sono state elevate 687 contravvenzioni sulel infrazioni correlate alle deiezioni canine, di cui 84 nel quartiere San Donato

    COMMENTO MIO: avrebbero dovuto essere 6870 e non 687 !!!

    3. Nel primo bimestre del 2009 sono state comminate per lo stesso motivo già 169 multe

    COMMENTO MIO: sono ancora molto poche, vista la persistenza delle deiezioni canine sui marciapiedi come tutti possono notare

    4. Nei piani del 2009 sono previsti circa 4200 servizi dei Vigili Urbani riguardanti il decoro.

    SPERIAMO!!!

    lunedì 23 febbraio 2009

    GREEN ECONOMY, GREEN JOBS e la ZUCCA ARANCIONE

    Qualche giorno fa il Presidente USA Obama ha pubblicamente annunciato il suo “Economy Recovery Plan”, il Piano di rilancio economico per gli Stati Uniti.: con esso, tra l’altro, si renderanno disponibili 15 miliardi di dollari all’anno per i prossimi 4 anni per le energie rinnovabili.
    Anche l’Europa ha presentato il suo piano di ripresa dell’economia con un investimento da 200 miliardi di eu.: una parte importante (circa 4,8 miliardi di eu.) sarà destinata per le energie rinnovabili e 4,2 miliardi di euro per l’ efficienza energetica e gestione dell’energia.
    Speriamo che il nostro Governo recepisca e attui, una volta approvate, le direttive europee in merito.
    Speriamo che SE LO METTA BENE IN ZUCCA il concetto che la GREEN ECONOMY deve avere un ruolo importante nel rilancio dell’occupazione.
    Tutti ormai sono convinti del binomio GREEN ECONOMY - GREEN JOBS, posti di lavoro legati alle politiche ambientali.
    Forse finalmente si realizzerà quello che gli ambientalisti da molti anni vanno affermando: cioè che l’Ecologia è volano per lo sviluppo dell’ Economia, ma dell'Economia “giusta”, rispettosa del benessere del genere umano.

    (articolo pubblicato anche su "Cittagorà", giornale del Comune di Torino)

    giovedì 19 febbraio 2009

    UN DISCORSO APPREZZABILE

    Mi pare possa interessare per un dibattito serio e non fazioso sul doloroso episodio della morte di Eluana Englaro il discorso dell'On. Senatore Pietro Ichino del Partito Democratico che qui riporto.
    Vi rilevo un estremo rispetto della laicità delle Istituzioni e dello Stato pur dal punto di vista di un uomo religioso.

    Buona lettura!

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    Vorrei distinguere, nel mio intervento, la parte che svolgo nella mia veste di politico e quella che svolgo come credente. Non perché questo mi conduca a due conclusioni diverse, ma perché mi sembra necessario sottolineare una distinzione tra i due piani del discorso, che troppo sovente è ignorata o trascurata.
    Nella veste di membro, laico, del Parlamento di una Repubblica laica, chiamato a stabilire quale sia il confine tra vita meramente biologica e vita umana, tra stato vegetativo reversibile e irreversibile, ritengo che la legge debba limitarsi a definire il confine al di qua del quale c’è sicuramente vita umana da difendere con ogni mezzo, e il diverso confine al di là del quale il corpo umano può e deve essere considerato a tutti gli effetti morto. Questi sono i soli certi fines, i confini sicuri, che un ordinamento civile può e deve porre. Ed essi non sempre coincidono tra loro. Dico che non coincidono perché tra di essi talvolta si presenta una sorta di zona grigia, una zona di ragionevole opinabilità – corrispondente a quella che gli anglosassoni chiamano band of reasonableness delle opzioni possibili – dove possono verificarsi una infinità di situazioni-limite particolari la cui qualificazione è controvertibile. Qui, a ogni cittadino deve essere consentito, con l’assistenza del medico o di altro consigliere qualificato di sua scelta, agire secondo la propria coscienza.
    Per quel che mi riguarda, in una situazione nella quale, come nel caso di Eluana Englaro, fosse ragionevole ritenere irreversibile la mia totale perdita di coscienza, cioè ritenere il mio corpo di fatto condannato a una vita puramente vegetativa, privato irreversibilmente di mente e coscienza, sentirei gravemente lesa la dignità della mia persona se quel corpo venisse mantenuto in vita per lungo tempo, ancorché nel modo più amorevole e rispettoso. Penso che questo senso di ribellione all’idea di una prolungata permanenza forzata in vita del proprio corpo privato per sempre della coscienza sia condivisa dalla grande maggioranza dei miei concittadini. Per questo ritengo che un legislatore laico, fissati i confini della zona di ragionevole opinabilità, debba riconoscere ai familiari di chiunque si trovi in una situazione di questo genere la libertà di scegliere secondo coscienza: di scegliere, cioè, se continuare o no ad alimentare una vita che può essere altrettanto ragionevole ritenere ancora vita umana, quanto non ritenerla più tale.
    È evidente, oltretutto, che in una situazione di questo genere l’alimentazione forzata equivale sostanzialmente a un trattamento terapeutico: obbligare i parenti della persona non cosciente a praticarlo violerebbe il principio costituzionale che garantisce il diritto di rifiutare le cure.
    Detto questo, e parlo ancora come membro, laico, del Parlamento di una Repubblica laica, rispetto e difendo il diritto di chiunque, nel nostro Paese, quindi anche dei vescovi e in generale del Magistero ecclesiastico cattolico, come degli esponenti di ogni altra chiesa o comunità religiosa, di esprimere liberamente la propria opinione sul discrimine tra vita e morte, tra vita biologica e vita umana, e anche su che cosa la legge dovrebbe stabilire al riguardo: dissento dunque recisamente da chi denuncia negli interventi delle Autorità religiose sul terreno politico-legislativo una ingerenza indebita o comunque una scorrettezza, dal punto di vista istituzionale.
    È come cristiano – forse sarebbe meglio dire: come persona impegnata a coltivare intensamente il patrimonio plurimillenario della tradizione biblica –, è in questa veste che mi rammarico di interventi del tipo di quelli che la Chiesa cattolica con frequenza compie su ciò che questo Parlamento deve o non deve fare. E mi rammarico dell’atteggiamento – che non esito a definire clericale, nel senso peggiore del termine di un Governo che a questi interventi assoggetta programmaticamente e sistematicamente il proprio agire; incurante, oltretutto, del fatto che della nostra tradizione biblica non è depositaria soltanto la Chiesa cattolica, ma anche altre, come quelle protestanti e in particolare quella valdese; ne è depositaria pure, e da molto prima, la Comunità ebraica. E tutte queste, dalle Scritture, traggono insegnamenti di etica politica talora profondamente diversi rispetto alla Chiesa cattolica.
    In consonanza con tanta parte di questa grande comunità di persone che nella tradizione biblica cercano il senso della propria vita, penso che la testimonianza di una Chiesa cristiana non debba mai consistere nell’indicare la soluzione giuridico-legislativa specifica da preferire, né tanto meno le concrete modalità dell’impegno politico; penso che essa invece debba educare i cristiani all’esercizio responsabile della propria coscienza, lasciando che proprio quest’ultima resti il punto di riferimento fondamentale per ciascuno di loro nelle scelte politiche, giuridiche, tecniche. Pietro Scoppola amava citare, a questo proposito, un’affermazione del Concilio Lateranense IV del 1215: “Quidquid fit contra conscientiam aedificat ad Gehennam” (“qualsiasi cosa che si faccia contro la propria coscienza prepara all’Inferno”). Ultimamente, la Gaudium et Spes del Concilio Vaticano II ha detto, con altre parole, la stessa cosa (§ 16): “L’uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al suo cuore: obbedire ad essa è la dignità stessa dell’uomo e secondo questa egli sarà giudicato. La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio”. Nelle materie che vanno “rese a Cesare” (Mt., XXII, 21) – e tra queste vi è certamente la materia della legislazione civile le scelte operative devono esprimere i valori in cui crediamo attraverso la mediazione della coscienza di ciascuno di noi.
    “Rendere a Cesare quel che è di Cesare” significa rispettare la laicità dello Stato, della sua politica, della sua legislazione. Questa laicità è sostanzialmente il metodo che consente a tutte le persone di buona volontà di trovare un terreno comune sul quale mettere in comunicazione le loro coscienze, ispirate a fedi e filosofie anche molto diverse, per cooperare nella ricerca delle soluzioni tecniche, politiche, legislative migliori per il bene del Paese. Quel terreno comune viene meno se c’è qualcuno che su di esso (cioè in quello spazio che il Vangelo ci invita a “rendere a Cesare”), si presenta con la verità in tasca, già bell’e confezionata, certificata con il sigillo della conformità alla volontà di Dio. Con gli occhi di chi legge la Bibbia, vedo in questa pretesa una violazione del secondo Comandamento: “non nominare il nome di Dio invano”.
    Per concludere, chiedo alla Chiesa di affermare con forza il valore della vita; ma di rendere alla scienza ciò che le è proprio. Lasciare, cioè ai neurologi la valutazione tecnica circa l’irreversibilità della scomparsa di una componente essenziale della vita umana: la mente, la coscienza; lasciare, più in generale, ai medici la scelta del modo concretamente più umano e caritatevole di trattare, nella loro infinita varietà, i casi in cui si determina questa scomparsa irreversibile. È compito della Chiesa continuare a educare con rigore e passione le persone ai valori evangelici; ma essa deve lasciare loro – e in particolare a quelle che sono impegnate negli organi legislativi e amministrativi dello Stato – la libertà di compiere secondo coscienza le scelte proprie della funzione civile o professionale che esse svolgono, confrontandosi in proposito con le persone di fede diversa senza la pretesa di possedere in quel campo una verità rivelata, direttamente attinta dalla volontà divina. Anzi, credo che la Chiesa debba vegliare a che nessuno avanzi questa pretesa, nessuno violi il secondo Comandamento.
    Al Governo e al Parlamento chiedo di riconoscere e proteggere, come impone la Costituzione, nella zona tra i due confini della certezza di vita umana da una parte, della certezza di morte dall’altra , quella band of reasonableness delle opzioni possibili, all’interno della quale ogni cittadino, cristiano o no, deve poter decidere e agire secondo la propria coscienza.

    Pietro Ichino
    Senatore del Partito Democratico

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